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SCAVI NEL CANTIERE K


Nell’Area K, sotto i livelli del Ferro (cf. di seguito), è stato rinvenuto il monumentale edificio chiamato ‘Palazzo della Città Bassa’, una fabbrica palatina contemporanea al Palazzo Reale e al ‘Piccolo Palazzo’ sull’acropoli (Cantieri G-H e C).

 

Ora sappiamo, dunque, che durante il Tardo Bronzo (1600-1200 a.C. circa) nell’antica città di Qatna esisteva più di un palazzo.

 

Il ‘Palazzo della Città Bassa’ si trova circa 10 m più in basso del Palazzo Reale, 150 m  a nord-est, dirimpetto alla Porta Nord. Lo scavo non è ancora stato concluso, ma fino ad ora il palazzo si estende su di un’area di 2.200 metri quadrati ed è composto da almeno 68 vani, solo pochi dei quali completamente indagati.

 

La pianta del ‘Palazzo della Città Bassa’ è organizzata in accordo con i più stretti canoni dell’architettura palaziale siriana, con pavimenti in conglomerato spesso e molto resistente, muri intonacati e dipinti, ampie porte con ortostati in basalto e basi di colonne, una sala del trono e un vestibolo che costituiscono la “suite di ricevimento” del palazzo, un pozzo interno per l’acqua, un bacino monolitico in basalto, un vano per l’immagazzinamento, cucine, una cantina per bevande di lusso, come pure una sala da bagno e una stanza con tubi di drenaggio in terracotta.

 

Alcuni frammenti di muri dipinti suggeriscono la presenza, come nel Palazzo Reale (Cantieri G-H), di stanze decorate ad affresco, con pitture policrome fortemente evocative di quelle egee (affreschi minoici).

 

Più di 50 tavolette cuneiformi, contenenti numerosi nomi Hurriti e oltre 200 cretule in argilla, di cui circa 60 con impronte di sigilli cilindrici o scarabei, indicano come nell’edificio si svolgessero attività burocratiche ed amministrative.

 

Un sigillo cilindrico mostra un sovrano stante vicino a due divinità con le mani alzate, sotto il disco solare. Una piccola palma cresce tra esse; accanto ad esse ci sono due sfingi collocate sotto un leone.

 

Oltre 500 intarsi di avorio di elefante e corno di cervo sono stati scoperti in due vani all’interno del ‘Palazzo della Città Bassa’.

 

Il più grande di questi avori, un bellissimo volto umano in bassorilievo di eccellente qualità qui raffigurato, può sicuramente essere considerato il prodotto di una bottega reale.

 

Accanto alla ceramica locale, nel ‘Palazzo della Città Bassa’ sono attestate ceramiche micenee importate dall’Argolide (come indicano le analisi per attivazione neutronica), cipriote, levantine e mesopotamiche.

 

Il ‘Palazzo della Città Bassa’ fu abbandonato durante la seconda metà del XIV secolo a.C., contemporaneamente alla distruzione del Palazzo Reale causata da un incendio attorno alla metà del XIV secolo a.C. o immediatamente dopo.

 

Questa estesa e sontuosa fabbrica palatina potrebbe essere stata la residenza di un membro della famiglia reale o di un alto funzionario del regno, che, da qui, controllava l’amministrazione degli affari riguardanti le fortificazioni di Qatna (come sembra indicare uno dei testi rinvenuti nell’archivio), come pure il transito di persone e beni  attraverso la porta nord della città.

 

La ricerca futura aggiungerà maggiori informazioni ai dati ora disponibili e forse ci dirà chi dimorava in questo palazzo o, per esempio, da dove provenivano i beni di lusso (come l’avorio) qui scoperti.

 

Durante l’età del tardo Ferro I, alla fine del X secolo a.C., una serie di abitazioni, fra cui una casa con un laboratorio per la metallurgia e produzione di gioielleria, come pure una stanza adibita a culto domestico, coprirono il ‘Palazzo della Città Bassa’ ormai in rovina.




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