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SCAVI NEL CANTIERE H


A partire dalla metà del III millennio a.C. (Bronzo Antico IVA), la regione settentrionale dell’acropoli fu occupata da un quartiere residenziale. Di esso hanno potuto essere portati alla luce solo muri frammentari appartenenti ad abitazioni e installazioni domestiche, tutti fortemente danneggiati dall’imponente sistema di fondazioni del Palazzo Reale costruito attorno alla metà del II millennio a.C.

 

 

Nella successiva  età del Medio Bronzo, tra il 1900 e il 1800/1700 a.C., in quest’area del sito furono scavate diverse sepolture di adulti. I corpi erano collocati in fosse con i loro corredi funerari – generalmente vasellame e pochi oggetti in metallo, come spilloni di bronzo – e offerte di carne (soprattutto pecore/capre, bovini molluschi d’acqua dolce).

 

Accanto alle inumazioni di adulti, sono state scoperte tombe di neonati (tra 1 e 6 mesi) sepolti in giare. Sepolture in giara  erano già state individuate e scavate negli anni ’20 del Novecento dall’archeologo francese Robert du Mesnil du Buisson. Esse, tuttavia, erano state erroneamente interpretate come sepolture rituali di fondazione associate alla costruzione del Palazzo Reale.

 

Lungo la scarpata che domina a nord la città bassa, inoltre, du Mesnil aveva individuato tre tombe ipogeiche. La tipologia della sepolture con camera centrale e due o più camere laterali e la varietà dei doni funebri rinvenuti, soprattutto vasi, spilloni e armi in bronzo, suggeriscono che si tratti di tombe familiari appartenenti all’élite di Qatna.

 

Questa evidenza indica che, all’inizio del II millennio a.C., nella parte nord dell’acropoli ci fosse un grande cimitero contenente sia tombe monumentali a camera scavate nella roccia di membri dell’élite urbana di Qatna, sia tombe appartenenti ad individui di basso rango sociale.

 

Alla fine del Medio Bronzo II o all’inizio del Tardo Bronzo I (attorno al 1600 a.C. circa), nell’area nord del plateau dell’acropoli fu costruito il monumentale Palazzo Reale. Il suo impressionante sistema di fondazioni, che, in alcune parti era spesso più di 10 m e profondo tra i 5 e i 7 m, distrusse in modo estensivo il sottostante cimitero di epoca precedente.

 

Il settore nord del palazzo dei sovrani di Qatna, esplorato dalla componente italiana del Progetto congiunto, fu, probabilmente, destinato ad ospitare i quartieri abitativi e all’immagazzinamento di derrate alimentari, beni e oggetti di diverso tipo.
A est della monumentale sala del trono, che misura 40 x 20 m, era collocata una ampia ala di servizio, probabilmente magazzini.

 

Nelle vicinanze dell’angolo nord-est della sala del trono, è stata scoperta la prima evidenza dell’esistenza di un piano superiore nel Palazzo Reale. Ipotizzata dapprima solo sulla base del massiccio spessore dell’imponente sistema di fondazione della sala del trono e dell’area del palazzo ubicata a nord-est di quest’ultima, l’esistenza di un piano superiore dell’edificio è stata dimostrata dall’individuazione di un vano rettangolare (AF), che, per mezzo di quattro rampe di scale costruite attorno ad un pilastro centrale in mattoni crudi, posto su una fondazione in pietra, doveva consentire al re diretto accesso dalla sala del trono ai quartieri collocati al primo piano del palazzo. La localizzazione del vano scala vicino all’angolo nord-est della sala del trono ci permette inoltre di ipotizzare che il trono reale fosse situato contro la parete nord, vicino all’entrata del corridoio sotterraneo che conduceva alle Tombe Reali.

 

Dopo l’abbandono del palazzo, dovuto all’incendio che, attorno alla metà del XIV secolo a.C., distrusse grandi parti di esso, quest’area non fu più insediata fino all’età del Ferro, quando, durante il IX e VIII secolo a.C., sulle sue rovine fu edificato un quartiere produttivo e artigianale di forma circolare.

 

Nella sua parte meridionale, il quartiere artigianale consiste in una serie di strutture di piccole dimensioni, specializzate in processi di trasformazione dei prodotti agricoli in cibo e lo stoccaggio di cereali e uva in larghi silos circolari. A nord del palazzo, è stato individuato un largo edificio pluricellulare dedicato alla pulitura e cardatura della lana e alla tessitura e alla tintura dei tessuti. Nell’edificio sono stati rinvenuti strumenti in osso usati per la pulitura e la tessitura di tessuti, centinaia di pesi da telaio verticali in argilla scottata e bacini per la tintura dei tessuti associati con grumi di materiale bianco gessoso e ocra rossa, probabilmente utilizzati per la colorazione della stoffa.

 


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