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IL “PALAZZO DELLA CITTÀ BASSA”


Il paesaggio urbano dell’acropoli di Qatna durante l’età del Bronzo Tardo (1600-1200 a.C.) era caratterizzato dalla presenza di un “centro direzionale” vasto e articolato, costituito da edifici pubblici distribuiti su una vasta area. Questi includevano il Palazzo Reale, la Residenza del Cantiere C, il ‘Palazzo della Città Bassa’ e l’area produttiva sulla sommità dell’acropoli. Il ‘Palazzo della Città Bassa’ sorgeva lungo il versante settentrionale dell’acropoli.

 

Tutti questi edifici pubblici sembrano essere stati abbandonati durante la seconda metà del quattordicesimo secolo a.C. e non furono sostituiti da altre strutture pubbliche nella stessa area.

 

Durante il Tardo Bronzo, quindi, sull’acropoli di Qatna coesistevano più fabbriche palatine con funzioni amministrative, politiche, economiche, cerimoniali, rappresentative e residenziali.

 

La planimetria del ‘Palazzo della Città Bassa’ è organizzata in accordo con gli stretti canoni dell’architettura palatina della Siria, con pavimenti in conglomerato spesso e molto duro, muri intonacati e dipinti, ampie porte con ortostati in basalto e basi di colonne, una sala del trono e vestibolo che costituiscono la “suite di ricevimento” del palazzo, un pozzo per l’acqua interno, un bacino monolitico in basalto, un vano per l’immagazzinamento, cucine, una cantina per bevande di lusso, come pure una sala da bagno e una stanza con tubi di drenaggio in terracotta.

 

Alcuni frammenti di muri dipinti suggeriscono la presenza, come nel Palazzo Reale (Cantieri G-H), di stanze decorate ad affresco, con pitture policrome fortemente evocative di quelle egee (affreschi minoici).

 

Un archivio di oltre 50 tavolette cuneiformi, contenenti numerosi nomi Hurriti, come pure più di 200 sigillature in terracotta indicano come, nell’edificio, venissero svolte attività burocratiche e amministrative.

 

Oltre 500 intarsi di avorio di elefante e palco di cervo sono stati scoperti in due vani all’interno del ‘Palazzo della Città Bassa’. Il più grande di questi avori, un bellissimo volto umano in bassorilievo di eccellente qualità, proviene evidentemente da una bottega reale.

 

Un’altra evidenza dello status elevato ricoperto dall’‘Palazzo della Città Bassa’ nel contesto dell’impianto urbano della città della seconda metà del II millennio a.C. è costituita dalla presenza in esso di numerosi oggetti, armi e strumenti in metallo.

 

L’estensione dei rapporti commerciali controllati dal ‘Palazzo della Città Bassa’ è  testimoniata dalla varietà delle importazioni ceramiche in esso documentate. Accanto alla ceramica locale, infatti, sono state rinvenute ceramiche micenee, cipriote, levantine e mesopotamiche.

 

Il palazzo era probabilmente la residenza di un membro della famiglia reale, come il principe ereditario o la regina madre, o di un alto funzionario del regno, che, da questa residenza, controllava l’amministrazione degli affari riguardanti i terrapieni di Qatna e il transito di persone e merci  attraverso la porta nord della città.


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