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L’ANTICO LAGO DI MISHRIFEH


I risultati del progetto di ricostruzione dell’ambiente antico, basato su analisi geomorfologiche, sedimentologiche e micromorfologiche, su datazioni al radiocarbonio e studi dei pollini e dei resti di piante rinvenuti nello scavo, suggeriscono che il periodo di grande disponibilità d’acqua nella regione perdurò per l’intera età del Bronzo (III-II millennio a.C.). Durante questo periodo la città e la regione circostante vissero la stagione di maggiore fioritura.

 

A partire dall’età del Ferro (1200-600 a.C. circa), invece, le evidenze disponibili indicano un più ridotto approvvigionamento idrico. Il progressivo abbassamento del livello dei laghi e del corso dei fiumi e la graduale trasformazione degli specchi d’acqua esistenti nella regione in aree paludose potrebbero aver gradualmente portato, assieme naturalmente ad altre concause di natura politica e socio-economica, all’abbandono di Mishrifeh alla fine dell’età del Ferro.

Per comprendere gli effetti dell’espansione della antica città di Qatna sul paesaggio naturale preesistente, è stato condotto un programma intensivo di carotaggi all’interno del perimetro urbano di Mishrifeh e nei fossati ubicati all’esterno dei suoi terrapieni settentrionali e occidentali.

 

La presenza di depositi lacustri alla base del riempimento di questi fossati indica che immediatamente a sud, ovest e nord della città era presente una massa d’acqua permanente. Questo lago era alimentato sia dalla rete fluviale sia da un sistema di risorgive carsiche, che risalivano in superficie dal sostrato calcareo, che costituisce l’ossatura della regione.

 

All’inizio dell’età del Medio Bronzo (2000-1600 a.C. circa), furono costruite le fortificazioni della città, la cui costruzione richiese una grande quantità di terra e calcare, che fu ricavata dal locale deposito geologico. I terrapieni occidentali e settentrionali furono costruiti all’interno dell’area occupata dal lago, come indica il loro nucleo, parzialmente composto da depositi di torba lacustre.

 

La costruzione dei terrapieni divise il lago in due parti: una piccola porzione dello specchio d’acqua fu inglobata entro il perimetro della città e continuò ad essere alimentata dalle sorgenti carsiche ubicate ai piedi della falesia settentrionale dell’acropoli. La parte restante del lago, la più estesa, invece, costituì una sorta di bacino di raccolta a monte della città, arginato dai terrapieni meridionali e occidentali.

 

Entrambi i laghi furono probabilmente usati come serbatoi d’acqua per gli abitanti della città e per l’irrigazione di campi e frutteti nella città stessa e nella campagna circostante.

 

L’esistenza di un lago alimentato dalla rete fluviale e da sorgenti carsiche sembra dunque avere svolto una funzione strategica nella fondazione del sito e nel suo successivo sviluppo durante l’età del Bronzo.

 

 L’esame dei pollini conservati nei sedimenti del lago ha permesso di osservare un importante cambiamento nella vegetazione della regione durante l’età del Medio Bronzo. Nel diagramma pollinico, infatti, si evidenziano, da un lato, un drammatico deterioramento del terreno boscoso, caratterizzato in origine da ginepri sparsi, pistacchi e querce, e, dall’altro, la presenza di diversi tipi di indicatori di sfruttamento intensivo del territorio (per esempio cereali, ortiche e altre piante infestanti). Questo radicale cambiamento nel paesaggio naturale della regione di Qatna, evidenziato dalle analisi palinologiche svolte, fu probabilmente causato da un intenso disboscamento del territorio, condotto allo scopo di ottenere terreni agricoli che consentissero di sostenere il processo di massiccia urbanizzazione e crescita demografica della città di Qatna verificatosi all’inizio del II millennio a.C.

 

 


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