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STORIA DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA A MISHRIFEH


Il sito di Mishrifeh è noto dalla metà del diciannovesimo secolo grazie alle opere di viaggiatori e studiosi, come il gesuita Sébastien Ronzevalle, Charles Clérmont-Ganneau e l’arabista Max Van Berchem.

 

Scavi sistematici iniziarono sotto la direzione del Conte Robert du Mesnil du Buisson (1895-1986) nel 1924 e continuarono per quattro stagioni (1924, 1927-29).

 

I risultati di queste campagne furono pubblicati annualmente in diverse riviste francesi, fra cui il Comptes rendus de séances de l’Académie des Inscriptions et Belles Lettres e, specialmente, Syria, la pubblicazione ufficiale del Servizio delle Antichità, che, durante il Mandato francese, aveva sede a Beirut.
 

 

 La documentazione esistente ha permesso di identificare almeno 12 aree di scavo esplorate dal Conte du Mesnil du Buisson, durante le quattro campagne condotte sul sito. I risultati delle sue ricerche furono estremamente positivi, per le sostanziali informazioni prodotte sulle diverse fasi di occupazione del sito e, in particolare, per l’attenzione riservata allo studio dello sviluppo architettonico dell’insediamento durante il II millennio a.C.

 

La pubblicazione finale degli scavi sulla cosiddetta ‘Collina della Chiesa’ (Butte de l’Église) nell’area nord dell’acropoli, uscita a Parigi nel 1935, offrì un vasto e articolato corpo di dati relativo a un palazzo siriano del II millennio, che può essere considerato, assieme ai palazzi di Mari e Ugarit, la più importante fabbrica palatina dell’intera regione siro-palestinese.

 

L’importanza del sito fu confermata alcuni anni più tardi dalla scoperta e traduzione degli archivi reali di Mari da parte di G. Dossin. Il suo articolo, intitolato «Le royaume de Qatna au XVIIIe siècle avant notre ère d’après les ‘Archives royales de Mari’», pubblicato nel 1954 nel Bulletin de la Classe des Lettres et des Sciences Morales et Politiques dell’Accademia Reale del Belgio, rappresenta ancora oggi un grande contributo per la conoscenza del sito.

 

La riapertura di scavi sistematici nel 1994 da parte della Direzione Generale delle Antichità e dei Musei di Siria, sotto la direzione di Michel Al-Maqdissi, segna l’inizio di una seconda fase di indagini sul sito.

 

La ricerca fu concentrata sull’area attorno all’acropoli, con l’obiettivo di integrare le prime ricerche archeologiche condotte e porre le basi per un nuovo progetto archeologico, partito nel 1999, che coinvolse una missione congiunta siro-italo-tedesca, co-diretta da Michel Al-Maqdissi (DGAM), Daniele Morandi Bonacossi (Università di Udine) e Peter Pfälzner (Università di Tübingen). Dal 2004, a Mishrifeh operano tre missioni archeologiche: una Missione siriana, una Missione siro-italiana e una Missione siro-tedesca.

 




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