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MISHRIFEH DURANTE L'ETÀ DEL BRONZO MEDIO


All’inizio del periodo successivo, l’età del Bronzo Medio I (200-1800 a.C. circa), una completa riorganizzazione dell’impianto urbano della città e del suo assetto interno riflettono un radicale cambiamento nel ruolo regionale e sovra-regionale giocato da Qatna nel nuovo scenario geopolitico che emerse in Siria al principio del II millennio a.C.

 

La piccola pianta circolare della città del Bronzo Antico IV fu trasformata e sostituita da un imponente impianto quadrangolare attraverso la costruzione di un massiccio sistema di fortificazioni con terrapieni e porte urbiche che racchiudevano una vasta area di 110 ettari.

 

Anche l’organizzazione interna di Qatna entro le sue fortificazioni mutò drasticamente.

 

All’inizio del Bronzo Medio I, la funzione dell’acropoli fu radicalmente cambiata. Le attività di trasformazione ed immagazzinamento intensivo e su grande scala dell’eccedenza della produzione agricola furono abbandonate in favore di una nuova funzione pubblica e produttiva di questa regione della città. Tale trasformazione è evidenziata dalla comparsa, durante la transizione fra III e II millennio a.C., di un monumentale edificio pubblico, affiancato da una grande area artigianale per la produzione in massa di ceramica.

 

Rimangono purtroppo ancora non chiare, a causa del suo pessimo stato di conservazione, la natura e la funzione di questo edificio pubblico, al quale era annessa un’area artigianale nella quale erano prodotte soprattutto giare da conservazione di derrate alimentari, probabilmente sotto il diretto controllo dell’istituzione che aveva qui la sua sede.

 

L’area artigianale dell’acropoli di Qatna rappresenta il più grande e completo laboratorio di manifattura ceramica conosciuto finora per il II millennio a.C. in Siria. Tutte le fasi del processo di lavorazione della ceramica sono attestate: la preparazione del materiale grezzo (argilla depurata) in grandi vasche di decantazione, la sua levigatura in piccoli bacini alimentati con acqua da una rete di canali sotterranei, il suo immagazzinamento in fosse, la lavorazione del vasellame con il tornio, l’essiccazione e la sua cottura in diversi tipi di fornaci.

 

Tra il 1900 e il 1800/1700 a.C., nella parte nord dell’acropoli furono scavate numerose sepolture di adulti e inumazioni di neonati in giara.

 

Lungo la scarpata che domina la città bassa settentrionale, tre tombe ipogeiche – appartenenti alla stessa necropoli – erano già state individuate dall’archeologo francese Robert du Mesnil de Buisson negli anni venti del secolo scorso. La tipologia della sepolture con camera centrale e due o più camere laterali e la varietà del corredo funebre rinvenuto, soprattutto vasellame, spilloni e armi in bronzo, permettono di concludere che le tombe multiple – probabilmente familiari – scavate nella roccia appartenevano all’élite urbana di Qatna.

 

Pertanto nei primi secoli del II millennio a.C., nella parte nord dell’acropoli, dove successivamente sarà costruito il Palazzo Reale, si trovava una necropoli costituita da tombe ipogeiche monumentali, appartenenti alle famiglie dell’élite urbana di Qatna, e da semplici fosse e inumazioni in giara di individui di basso rango sociale e di neonati.

 




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