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IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PALAZZO REALE


Nel 2004 le équipes siriana, italiana e tedesca hanno dato inizio ad un progetto di conservazione e valorizzazione del Palazzo Reale di Qatna del II millennio a.C. allo scopo di rendere questo edificio monumentale fruibile ad un pubblico vasto.

 

La conservazione del Palazzo Reale rappresenterà la prima fase di un progetto a lungo termine mirante alla creazione di un parco archeologico a Mishrifeh. La combinazione di interventi di conservazione con tecnologie innovative per la gestione e la fruizione dei siti archeologici consentiranno la salvaguardia della città antica e la sua trasformazione in un centro di attrazione turistica.

 

Al momento dell’inizio dei lavori di restauro, tutte le strutture del Palazzo Reale si presentavano in cattivo stato di conservazione. Lo spesso pavimento originale in conglomerato cementizio del palazzo era preservato solo in pochi vani e i muri si ergevano solo a livello di fondazione. Le fondamenta del palazzo erano fortemente danneggiate da fosse antiche e moderne; pertanto, la sommità delle fondamenta in mattoni crudi non presentava la stessa altezza ma un andamento fortemente disomogeneo. Tale situazione costituiva un notevole ostacolo per la conservazione dei mattoni crudi, che, durante l’inverno, erano soggetti ad una forte erosione causata dall’azione della pioggia.

 

Pertanto, si è deciso di creare sulla sommità dei mattoni antichi uno strato di protezione costituito da mattoni crudi moderni, che potevano essere esposti all’erosione ma, allo stesso tempo, creavano uno strato protettivo che copriva le strutture antiche.

 

Durante due stagioni di restauro, l’équipe siro-italiana ha prodotto circa 60.000 mattoni crudi, modellati con la terra proveniente dai detriti dello scavo del palazzo. I mattoni sono stati modellati in due diversi formati e dimensioni attestate nel Palazzo Reale: mattoni rettangolari (50 x 35 x 13 cm) e mattoni quadrati (38 x 38 x 13 cm).

 

Questo sistema di conservazione delle strutture murarie antiche permette la reversibilità e la visibilità degli interventi conservativi e l’utilizzo unicamente di materiali locali e naturali.

 

Dopo lo scavo, le fondazioni dei muri sono state pulite e – dove esse erano danneggiate dalle fosse più tarde – livellate con mattoni crudi, in modo da ottenere una superficie uguale su cui impostare i nuovi mattoni. In una prima fase, i mattoni crudi moderni sono stati messi in opera sulle fondazioni dei muri fino a raggiungere il livello dei pavimenti dei vani preservati e, quindi, innalzati ad un’altezza media di quattro corsi di mattoni crudi oltre il livello del pavimento.

 

Successivamente, due strati di intonaco sono stati messi in opera per livellare la costruzione e proteggerla dall’erosione.
Gli intonaci erano composti di argilla, paglia fine, e acqua mischiate ad una polvere rossa ottenuta frantumando ceramica moderna. Quest’ultima conferisce ai muri un colore rossiccio.

 

I pavimenti originali sono stati mantenuti ove possibile, mentre le parti danneggiate sono state rimpiazzate da uno strato di ghiaino.

 


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